Napolitano: "Serve equilibrio anche dai giudici"
Sarebbe "aberrante" il tentativo di mettere fuori gioco Silvio Berlusconi per via giudiziaria, anche se questo è "un inammissibile sospetto". Lo afferma Giorgio Napolitano, che oggi ha ricevuto al Quirinale una delegazione del Pdl e il comitato di presidenza del Csm. "Non è da prendersi nemmeno in considerazione – sottolinea il Capo dello Stato – l'aberrante ipotesi di manovre tendenti a mettere fuori giuoco, per via giudiziaria come con inammissibile sospetto si tende ad affermare, uno dei protagonisti del confronto democratico e parlamentare nazionale". Da domani disponibile online l'ebook su Napolitano, "Il comunista che salvò l'Italia"
12 AGO 20

Sarebbe "aberrante" il tentativo di mettere fuori gioco Silvio Berlusconi per via giudiziaria, anche se questo è "un inammissibile sospetto". Lo afferma Giorgio Napolitano, che oggi ha ricevuto al Quirinale una delegazione del Pdl e il comitato di presidenza del Csm. "Non è da prendersi nemmeno in considerazione – sottolinea il Capo dello Stato – l'aberrante ipotesi di manovre tendenti a mettere fuori giuoco, per via giudiziaria come con inammissibile sospetto si tende ad affermare, uno dei protagonisti del confronto democratico e parlamentare nazionale".
Chi indaga e giudica deve rispettare "rigorose norme di comportamento". Lo ribadisce Giorgio Napolitano, ricordando come sempre, nel corso del suo settennato al Qurinale, abbia compiuto ogni sforzo perché magistratura e politica ritrovassero un clima "corretto e costruttivo".
Chi indaga e giudica deve rispettare "rigorose norme di comportamento". Lo ribadisce Giorgio Napolitano, ricordando come sempre, nel corso del suo settennato al Qurinale, abbia compiuto ogni sforzo perché magistratura e politica ritrovassero un clima "corretto e costruttivo".
I passi politici e istituzionali da compiere per l'avvio della legislatura "chiamano in causa ed esigono il contributo di tutte le forze politiche rappresentate in Parlamento, ed in particolar modo di quelle che hanno ottenuto i maggiori consensi". Giorgio Napolitano richiama tutti al senso di responsabilita', ma al tempo stesso tende la mano al Pdl, invitandolo di fatto a rivedere la propria posizione. Sarebbe sbagliato, e' il ragionamento di Napolitano, salire sull'Aventino, rinunciando a partecipare alle prime sedute del Parlamento e rendendo molto difficoltosi i primi passi della nuova legislatura.
Napolitano ha rimarcato come sia ''comprensibile la preoccupazione dello schieramento che e' risultato secondo, a breve distanza dal primo, nelle elezioni del 24 febbraio, di veder garantito che il suo leader possa partecipare adeguatamente alla complessa fase politico-istituzionale gia' in pieno svolgimento, che si proiettera' fino alla seconda meta' del prossimo mese di aprile", quando le Camere si riuniranno per eleggere il nuovo presidente della Repubblica.
"Con fermezza ho sollecitato il rispetto di rigorose norme di comportamento da parte di quanti sono chiamati a indagare e giudicare, guardandosi dall'attribuirsi missioni improprie e osservando scrupolosamente i principi del giusto processo' sanciti fin dal 1999 nell'articolo 111 della Costituzione con particolare attenzione per le garanzie da riconoscere alla difesa".
E' indispensabile il "rispetto effettivo del ruolo e della dignita' tanto della magistratura quanto delle istituzioni politiche e delle forze che le rappresentano". Giorgio Napolitano, dopo aver ricevuto stamattina al Quirinale il segretario del Pdl Angelino Alfano, insieme ai capigruppo Cicchitto e Gasparri, e nel pomeriggio il comitato di presidenza del Csm, sottolinea come sia importante compiere ogni sforzo affinche' si possa ristabilire "un clima corretto e costruttivo" nei rapporti tra magistratura e politica.
“Ho, negli anni del mio mandato - afferma il Capo dello Stato - considerato e affrontato come problema essenziale quello del ristabilimento di un clima corretto e costruttivo nei rapporti tra giustizia e politica. A piu' riprese, anche e in particolare dinanzi al Csm, ho sottolineato come i protagonisti e le istanze rappresentative della politica e della giustizia 'non possano percepirsi ed esprimersi come mondi ostili, guidati dal sospetto reciproco, anziche' uniti in una comune responsabilita' istituzionale'. E ho indicato nel 'piu' severo controllo di legalita' un imperativo assoluto per la salute della Repubblica' da cui nessuno puo' considerarsi esonerato in virtu' dell'investitura popolare
ricevuta".
Anche perche', rileva Napolitano, il muro contro muro blocca, come e' stato in un recente passato, il cammino riformatore: "in vari momenti, anche relativamente recenti, ho potuto constatare il manifestarsi di tensioni meno acute e di occasioni di collaborazione tra le diverse forze politiche, in materia di giustizia, e piu' pacati rapporti con la magistratura requirente e giudicante. Ma troppe divergenze e vere e proprie contrapposizioni hanno finito per prevalere, bloccando in effetti la possibilita' di talune, cruciali riforme nell'amministrazione della giustizia e nel corpo delle norme che la regolano".
Napolitano ha rimarcato come sia ''comprensibile la preoccupazione dello schieramento che e' risultato secondo, a breve distanza dal primo, nelle elezioni del 24 febbraio, di veder garantito che il suo leader possa partecipare adeguatamente alla complessa fase politico-istituzionale gia' in pieno svolgimento, che si proiettera' fino alla seconda meta' del prossimo mese di aprile", quando le Camere si riuniranno per eleggere il nuovo presidente della Repubblica.
"Con fermezza ho sollecitato il rispetto di rigorose norme di comportamento da parte di quanti sono chiamati a indagare e giudicare, guardandosi dall'attribuirsi missioni improprie e osservando scrupolosamente i principi del giusto processo' sanciti fin dal 1999 nell'articolo 111 della Costituzione con particolare attenzione per le garanzie da riconoscere alla difesa".
E' indispensabile il "rispetto effettivo del ruolo e della dignita' tanto della magistratura quanto delle istituzioni politiche e delle forze che le rappresentano". Giorgio Napolitano, dopo aver ricevuto stamattina al Quirinale il segretario del Pdl Angelino Alfano, insieme ai capigruppo Cicchitto e Gasparri, e nel pomeriggio il comitato di presidenza del Csm, sottolinea come sia importante compiere ogni sforzo affinche' si possa ristabilire "un clima corretto e costruttivo" nei rapporti tra magistratura e politica.
“Ho, negli anni del mio mandato - afferma il Capo dello Stato - considerato e affrontato come problema essenziale quello del ristabilimento di un clima corretto e costruttivo nei rapporti tra giustizia e politica. A piu' riprese, anche e in particolare dinanzi al Csm, ho sottolineato come i protagonisti e le istanze rappresentative della politica e della giustizia 'non possano percepirsi ed esprimersi come mondi ostili, guidati dal sospetto reciproco, anziche' uniti in una comune responsabilita' istituzionale'. E ho indicato nel 'piu' severo controllo di legalita' un imperativo assoluto per la salute della Repubblica' da cui nessuno puo' considerarsi esonerato in virtu' dell'investitura popolare
ricevuta".
Anche perche', rileva Napolitano, il muro contro muro blocca, come e' stato in un recente passato, il cammino riformatore: "in vari momenti, anche relativamente recenti, ho potuto constatare il manifestarsi di tensioni meno acute e di occasioni di collaborazione tra le diverse forze politiche, in materia di giustizia, e piu' pacati rapporti con la magistratura requirente e giudicante. Ma troppe divergenze e vere e proprie contrapposizioni hanno finito per prevalere, bloccando in effetti la possibilita' di talune, cruciali riforme nell'amministrazione della giustizia e nel corpo delle norme che la regolano".